È ancora tutta una questione di hashtag?

È ancora tutta una questione di hashtag?

[Disclaimer: articolo un “pochino” provocatorio]

Ormai abbiamo imparato a conoscere gli hashtag, ad usarli e a costruirli. Come sappiamo, gli hashtag nascono e trovano la loro massima espressione su Twitter e ci permettono di aggregare tutti i messaggi legati ad un certo tema. Per questo, nel tempo, sono diventati una risorsa per la comunicazione in emergenza permettendo di raccogliere sotto un unico hashtag le conversazioni e le informazioni di servizio che vengono diffuse, senza però trovare una soluzione per il rumore. L’amore tra la comunicazione in emergenza e Twitter con i suoi hashtag è stato reciproco, infatti, le prime best practice nel campo del social media emergency management riguardano proprio questa piattaforma.

Se da un lato Twitter e i suoi hashtag nei trend topic, ci permettono di capire ad una sola occhiata se c’è una crisi in corso, le informazioni di servizio continuano ad essere diffuse su questo canale o ne vengono preferiti altri?

Estremizzando: Twitter in emergenza è utilizzato per fornire informazioni, foto e video ai mass media e agli account istituzionali che abitano e monitorano i trend topic, mentre Facebook si è consolidato come luogo principe per veicolare le informazioni di servizio alla popolazione, nonostante l’algoritmo e il feed non organizzato cronologicamente (come invece abbiamo su Twitter).

Questo implica l’utilizzo di una grammatica diversa, sia in termini di lunghezza e articolazione dei messaggi che, per quanto riguarda gli hashtag. Lo sappiamo, a Facebook gli hashtag sono sempre rimasti un po’ indigesti, in questa corsa allo “scopiazzamento” delle funzioni di altri social, sono strati introdotti nella piattaforma di Zuckerberg ma con una funzionalità molto ridotta dovuta soprattutto al fatto che molti contenuti pubblicati su Facebook da profili personali hanno una privacy ristretta agli amici, e sono finiti per essere utilizzati come etichette tematiche o per evidenziare le parole chiave del messaggio. [Li utilizzi diversamente? Segnalamelo nei commenti].

Questo cosa provoca? Che sempre più spesso mi accorgo che, anche account istituzionali, perdono l’utilizzo degli hashtag codificati per la comunicazione in emergenza. Vi ricordate gli hashtag codificati per le allerte meteo declinati per singola regione? Nel caso delle allerte meteo per esempio il Comune di Firenze non inserisce nessun hashtag nelle proprie comunicazioni, ma solo il tag all’account del servizio di protezione civile comunale:


Mentre il Comune di Perugia al generico hashtag #allertameteo affianca il tag di tutte le testate locali:

E qui scatta la domanda che giro subito a voi, con l’evoluzione delle piattaforme social, stiamo assistendo ad una biforcazione in tema di comunicazione in emergenza? Vedremo sparire certe buone pratiche, come gli hashtag, per altre soluzioni di contenuto e di grammatica?

A voi spazio nei commenti!

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