L’attacco al Congresso, i social network e il punto di non ritorno

L’attacco al Congresso, i social network e il punto di non ritorno

Abbiamo festeggiato l’arrivo del 2021 con la speranza che il nuovo anno ci avrebbe fatto dimenticare quello è successo nel 2020, dalla pandemia agli incendi in Australia a tutto il resto.

E invece, nei primi giorni del 2021 abbiamo già raggiunto un punto di non ritorno per tutto quello che riguarda la sfera pubblica e i social network. Mi riferisco naturalmente all’assalto di Capitol Hill da parte delle frange più estremiste e radicali a supporto del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e di quelli che sono stati i provvedimenti dei social network nei confronti dei suoi account.

In questi giorni tutti ci siamo fatti una opinione su questa vicenda, chi supporta la scelta delle piattaforme private chi invece sostiene che debba esistere un’autorità esterna che decide su queste violazioni. La situazione è tutt’ora in continua evoluzione e ancora siamo lontani da poter mettere la parola fine. Amazon poi ha chiuso i server di Parler, il social network che stavano utilizzando i supporter di Trump dopo il ban degli account su Facebook, Twitter e Twitch e ora il servizio preferito è diventato GAB, come descritto da Matteo Flora su Facebook.

Per questo motivo ho pensato di raccogliere in questa pagina alcune risorse utili per approfondire questi fatti. Partiamo dalla ricostruzione dei fatti realizzata dal Washington Post e dal New York Times raccogliendo foto, video ed elaborazioni grafiche di quello che successo lo scorso 6 gennaio.

A questi fatti sono seguiti i ban degli account di Trump su Facebook e Twitter che hanno motivato la decisione con un post di Mark Zuckerberg per il primo e un articolo sul blog per Twitter.

Tra le risorse in italiano, secondo me, estremamente utili per avere un’idea più chiara su quello che è successo c’è sicuramente l’articolo di Arianna Ciccone su Valigia Blu che analizza il “deplatforming” e delle possibili implicazioni. Sempre su Valigia Blu vi segnalo il pezzo di Bruno Saetta: Il “problema Trump” è un problema politico, non esiste una soluzione tecnologica. Su Il Post troviamo poi l’elenco di tutti i provvedimenti presi dalle varie piattaforme social nei confronti di Trump. L’account del presidente non è stato l’unico bloccato, Twitter ha chiuso infatti oltre 70mila account legati al movimento QAnon. Sempre rimanendo in tema vi suggerisco gli approfondimenti su Instagram realizzati da Francesco Costa, vicedirettore de Il Post ed esperto di politica americana (segnalo anche il suo podcast Da Costa a Costa oltre ai libri “Questa è l’America” e “Una storia americana”). Ma una domanda resta: perché la polizia non ha fermato l’invasione del Congresso?

Per ultimo vi riporto l’articolo di Franz Russo che ha chiesto il parere sulle misure prese dai social media ad alcuni esperti come: Vincenzo Cosenza, Vera Gheno, Stefano Epifani, Veronica Gentili, Ernesto Belisario.

 

Avete altri articoli o risorse? Segnalatemeli nei commenti e arricchiamo insieme gli approfondimenti su questa vicenda.

 

Foto di copertina: John Cameron/Unsplash.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *