FlagMii EML, il servizio innovativo per comunicare in emergenza con la sala operativa

FlagMii EML, il servizio innovativo per comunicare in emergenza con la sala operativa

Il 2021 si è aperto con due notizie di cronaca nel bolognese che hanno riportato l’attenzione su un servizio dedicato alle emergenze. Nella prima un padre è riuscito a prestare soccorso al figlio che stava rischiando di soffocare per un boccone andato di traverso, nell’altra sempre un padre ha aiutato la moglie a partorire, tutto questo effettuando le manovre di soccorso seguendo le indicazioni della centrale operativa collegata in videochiamata in attesa dell’arrivo sul posto dell’ambulanza.

La tecnologia utilizzata è FlagMii EML, sviluppata da Regola Srl. Si tratta di un software per le centrali operative di emergenza con cui gestire le chiamate provenienti da smartphone e poter sfruttare delle funzioni avanzate come una geolocalizzazione più precisa o la videoconferenza come nel caso dei due fatti narrati, ma non solo. Per questo ho contattato Massimiliano Palma, General Manager di Regola Srl, per conoscere meglio questa soluzione per le emergenze.

Da dove è nata l’idea per FlagMii EML?

Nasce circa 10 anni fa con l’obiettivo di risolvere il problema della localizzazione delle chiamate di soccorso, problema che ora è risolto nei telefoni di ultima generazione, con l’introduzione della tecnologia AML -Advanced Mobile Location, e l’avvento del 112. FlagMii EML è un servizio in cloud e non una app che si attiva con l’invio di un sms. In questi anni, infatti, ci siamo resi conto della difficoltà di distribuire su larga scala delle applicazioni mobili e convincere le persone a scaricare qualcosa sul proprio telefono. Partendo da questo concetto, abbiamo sviluppato questa soluzione che consiste in un sms che la sala operativa, in caso di necessità, può mandare sul telefono del cittadino.

Che funzioni attiva questo sms?

L’sms contiene un semplicissimo link che consente di aprire una pagina web, un po’ particolare, da cui possono essere abilitati una serie di servizi quali innanzitutto quello della localizzazione mantenendo il concetto di identificare il luogo da dove la persona sta chiamando anche bypassando alcune problematiche sulla localizzazione basata sulle celle che non sempre è precisissima per motivi strutturali. Il secondo elemento è stato quello di attivare per tutte le persone che non sono in grado di comunicare verbalmente perché sotto minaccia o per motivi di disabilità, una chat bidirezionale tra l’operatore di sala e il cittadino che ha effettuato la chiamata di soccorso. E poi in ultimo, come si è letto recentemente, il supporto video. L’idea originale era nata per semplificare la localizzazione della chiamata di emergenza, ci siamo però resi conto che la chiamata esclusivamente di tipo vocale poteva non essere sufficiente a rispondere a tutta la serie di scenari operativi. Grazie all’invio dell’sms atterriamo sul telefono del chiamante e possiamo attivare delle funzioni a valore aggiunto nelle situazioni di emergenza.  A queste si aggiungono anche altre funzioni, abbiamo lavorato, per esempio, allo scambio di pittogrammi per persone sorde piuttosto che a sistemi di traduzione automatica per il supporto testuale a persone di lingua straniera che si trovano in difficoltà.

Dove è attivo FlagMii EML?

In questo momento il servizio è erogato in Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna. Mentre un sottoinsieme di questi servizi è presente in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna. FlagMii è un set di servizi, alcune sale operative come quella del 112 del Friuli non era interessata al supporto video perché il 112 non fa attività di supporto di prearrivo ma era invece interessato a migliorare la localizzazione del chiamante. Il servizio è attivo anche all’estero, come in Lituania, Malta e anche in Vietnam, per citarne uno un po’ più distante da noi. In questi paesi se chiamo il numero di emergenza e ho necessità di essere localizzato con più precisione posso ricevere un sms che è uguale in tutto e per tutto a quello italiano. Per quanto riguarda l’Italia abbiamo certificato FlagMii per essere conforme a tutta la normativa sul del tema generale della digitalizzazione della PA che per il GDPR e la gestione dei dati personali.

Date le funzioni, è necessaria una buona connessione a internet?

Sì, funziona solo in caso di presenza di connessione internet soprattutto per quanto riguarda le componenti di chat e di video streaming. Per questo motivo continua a essere supportata la app fisica scaricabile dagli store, perché in caso di assenza di connettività la app è in grado di inviare la posizione attraverso un sms, ovviamente in questo caso deve esserci almeno la connettività telefonica. Ci sono casi di persone localizzate con successo proprio grazie a questo sms di localizzazione perché le celle telefoniche davano dei raggi molto ampi di chilometri.

Quante persone sono raggiunte da FlagMii EML?

In questo momento tra Italia ed estero copriamo circa 40 milioni di persone con questo servizio. Oltre ai due fatti di inizio gennaio ci sono altri esempi di successo. A novembre, in provincia di Cuneo, è stato utilizzato per il supporto ad un parto con una modalità del tutto analogo a quella che hanno raccontato i colleghi bolognesi. In Lituania, invece, è stata utilizzata per un problema completamente diverso: una persona era stata rapita e mentre era chiusa nel bagagliaio ha richiesto aiuto tramite questo servizio. Le forze dell’ordine hanno rintracciato il percorso del veicolo e sono intervenute riuscendo a soccorrerla. In questo caso la normale telefonata non sarebbe stata adeguata perché la persona non poteva parlare ma avendo con sé il telefono ha potuto chiedere aiuto.

Come si interfaccia con il 112 e l’app Where ARE U?

È un servizio diverso rispetto all’app del Ministero dell’Interno. Oltre ad essere un servizio di natura ovviamente privata è poi addizionale. Ci sono già diverse sale operative 112 che lo usano per aumentare il livello di precisione della localizzazione come per esempio le due sale operative del Piemonte, quella della Valle d’Aosta e del Friuli Venezia Giulia. Perché è vero, posso aver scaricato Where ARE U o qualunque altra applicazione di questo tipo, Il problema è che una persona in difficoltà soprattutto se è direttamente coinvolta in un un’emergenza difficilmente si ricorda di attivare la telefonata passando da un’applicazione.  A questo si aggiunge il problema di dover convincere le persone a scaricare l’applicazione, se non l’hanno fatto, il che significa dover fare una campagna di comunicazione, mantenerla aggiornata, ricordarsi che se cambio telefono devo reinstallarla e soprattutto ricordarsi di usarla quando serve. Credo che sia molto più semplice dire alla persona che ti sto inviando un sms e che cliccando sul link si attiva questo servizio.

Ecco, quali possono essere i possibili sviluppi per questa tecnologia?

FlagMii EML è un hub che vuole andare ad integrare comunicazioni multicanali non ordinarie. Stiamo lavorando per l’attivazione di canali aggiuntivi come WhatsApp o Telegram. Per una persona che quotidianamente usa questo tipo di app, come un sordo, potrebbe essere più semplice usare Telegram per contattare la sala operativa di emergenza che non contattare servizi costruiti ad hoc con applicazioni specifiche. È molto più immediato. Noi crediamo nel semplificare l’uso di tecnologie che invece possono essere complesse proprio per far sì che le persone, sia operatori che cittadini, possano prendere decisioni informate.

Una volta che la tecnologia c’è, il suo utilizzo è ovviamente variegato. La stiamo testando in protezione civile. Una tecnologia di questo tipo consente, in caso di emergenza, di avere migliaia di occhi sul campo, ovvero tutti volontari che possono inviare foto direttamente alla sala operativa, pensiamo quando vengono inviati a presidiare ponti e argini in caso di onda di piena. Ma questo può essere applicato anche al cittadino che può inviare foto e video alla sala operativa per documentare la situazione in corso.

In ultimo, questo servizio, seppure declinato in maniera diversa all’interno di un progetto più ampio, sarà usato in Sardegna a supporto del numero 116 117 per l’accesso alla guardia medica. È una numerazione nuova dell’Unione Europea che porterà alla centralizzazione di questo tipo di servizio.

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