Sono alcuni giorni che penso ad un articolo dedicato alla comunicazione del Coronavirus, soprattutto in merito all’uso dei social network ed evidenziando le buone pratiche messe in campo. Mi occorre però, visto l’evolversi della situazione, fare un passo indietro e ripartire da alcuni concetti di base che attualmente sono vittima dell’infodemia* e della psicosi di massa.
Lo sappiamo, l’Italia è un paese di allenatori, economisti e in questi giorni si è scoperta una nazione di infettivologi e virologi. In emergenze di questo tipo invece non dovremmo dare opinioni su argomenti che non conosciamo e padroneggiamo e che dovremmo lasciare questo compito alle persone e alle istituzioni competenti imparando ad individuare le fonti ufficiali e affidarci, come in questo caso, al Dipartimento della protezione civile e a tutto il sistema che sta lavorando senza sosta a questa emergenza.
Questo articolo vuole proprio essere un appello a risvegliare la nostra coscienza civica, anche in forma di condivisione social, verso le fonti ufficiali, non alimentiamo le fake news, le dicerie, i miti ma rilanciamo le informazioni verificate, fidandoci delle istituzioni e restando uniti.
Un ruolo fondamentale in questa emergenza è ricoperto dalla stampa che dovrebbe mettere da parte il sensazionalismo, i titoli acchiappa click e tutti quei termini che si richiamano alla guerra per il bene comune, guidati da un senso di responsabilità e correttezza, enfatizzando le informazioni di servizio e non le emozioni di panico e paura nelle persone.
Ricapitolando:
Seguiamo e informiamoci dalle fonti ufficiali sui siti web e sui rispettivi canali social:
Dipartimento della Protezione Civile (con due conferenze stampa al giorno in streaming per aggiornamenti in tempo reale)
Regione e Comune di residenza
Parole chiave:
Fiducia
Calma
Unità
Inoltre vi ricordo che sui principali social network (Facebook, Twitter, Tik Tok) ogni volta che cerchiamo la parola Coronavirus nel motore di ricerca di queste piattaforme, comparirà un messaggio che rimanda alla fonte ufficiale e, nel nostro caso, alla pagina del sito internet dedicata al virus del Ministero della Salute.
Fate attenzione alle truffe sia online (per i prodotti come l’amuchina con prezzi visibilmente maggiorati) che offline, non esiste un servizio di medici a domicilio per effettuare il tampone per il Coronavirus.
*Infodemia: Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili. Più info su Treccani.
Foto: Shutterstock/creativeneko



