La comunicazione delle Misericordie d’Italia durante la pandemia, l’analisi di Carlotta Pecchioli

La comunicazione delle Misericordie d’Italia durante la pandemia, l’analisi di Carlotta Pecchioli

Nuovo capitolo della rubrica dedicata alle tesi di laurea, oggi approfondiamo il lavoro svolto da Carlotta Pecchioli neolaureata in Scienze Politiche con una tesi dal titolo: “Fatti&parole. La comunicazione delle Misericordie d’Italia durante l’emergenza covid-19”. Questo lavoro nasce dall’esperienza diretta e personale che Carlotta ha svolto nella sala nazionale delle Misericordie come operatrice e volontaria della Misericordia di Sesto Fiorentino (FI) ed è stata affiancata in questo percorso dalla prof.ssa Letizia Materassi, come relatrice.

Partiamo dall’inizio, come è nato questo progetto di tesi?

Carlotta Pecchioli
Carlotta Pecchioli

L’idea è nata durante il lockdown perché sono stata impegnata nella sala nazionale delle Misericordie. È stata per me una esperienza del tutto nuova e ho potuto vedere dal vivo quanto erano impegnate, anche a livello comunicativo, le Misericordie sia per dimostrare vicinanza ai volontari che stavano lavorando e operando in quel periodo sia per quanto riguarda la comunicazione che veniva fatta verso i cittadini. Ho potuto così unire la mia passione per il volontariato con quello che stavo studiando. Con l’appoggio della mia professoressa e relatrice ho iniziato la ricerca delle fonti e a mettere in fila le idee, molte sono riuscita a svilupparle solo mentre scrivevo, a tutto questo si sono aggiunti gli spunti di Gionata Fatichenti, direttore dell’area emergenze delle Misericordie, che devo ringraziare.

La tua analisi si sviluppa con delle interviste, come mai hai scelto questo strumento?

La formula delle interviste mi è stata proposta dalla professoressa Materassi. Grazie alle interviste sono riuscita a riportare sia la parte teorica che quella emozionale di chi ha vissuto questa emergenza in prima linea, con un focus sulla missione in Lombardia fatta dai volontari delle Misericordie. Per quanto riguarda la parte teorica ho intervistato coloro che si sono occupate della comunicazione: l’addetta stampa e la social media manager delle Misericordie. Da qui sono riuscita a capire le strategie utilizzate durante l’emergenza. A queste voci ho aggiunto quella del direttore dell’area emergenze, grazie alla sua esperienza sono riuscita a mettere a fuoco le differenze tra questa emergenza e le altre. Le ultime due interviste sono state con un volontario esperto ed uno più giovane, entrambi impegnati nella missione delle Misercordie in Lombardia, che mi hanno permesso di aggiungere una parte più emozionale e di esperienza sul campo durante l’emergenza covid-19.

Come è stata affrontata questa emergenza nuova e incerta da parte delle Misericordie d’Italia?

La forza delle Misericordie d’Italia è stata quella di avere un movimento con tanti volontari e che, anche a fronte di volontari più anziani che non hanno prestato servizio per tutelare loro stessi e le loro famiglie, sono state tante altre le persone che hanno continuato a fare volontariato e tante quelle che si sono avvicinate a questo mondo per la prima volta. Questa emergenza è stata dura perché hanno dovuto creare procedure del tutto nuove da condividere con i volontari che invece di essere formati con corsi che durano mesi normalmente, sono stati formati a distanza sfruttando dei video. A tutto questo si è aggiunta la necessità e la forza di comunicare quello che le Misericordie stavano facendo ai cittadini che erano a casa e che tanti erano i volontari impegnati ad operare per la comunità. Il fatto di essere riconosciuti a livello territoriale e nazionale ha ulteriormente rafforzato questo messaggio.

Per quanto riguarda la comunicazione, come è stata organizzata?

L’addetto stampa si è occupata di condividere le attività che venivano portate avanti dai volontari, dando spazio anche alle attività dei ragazzi del servizio civile che nonostante l’emergenza hanno continuato a lavorare, attraverso la produzione di comunicati stampa e servizi video che sono stati ripresi e diffusi nei tg e in programmi televisivi sulla tv nazionale. Per quanto riguarda la comunicazione verso i cittadini è stato portato avanti un doppio binario. Da un lato si è mostrato le attività in cui i volontari erano quotidianamente impegnati, come i servizi per la consegna della spesa o dei farmaci e le situazioni di emergenza vera e propria, dall’altra c’è stata la volontà di fare squadra con i volontari in campo per creare ancora più senso di appartenenza in questo momento difficile. Per questo è stato creato un motivo da aggiungere sull’immagine di profilo di Facebook con l’hashtag “#ioRestoinServizio #TuRestaaCasa”, utilizzato e ricondiviso da tantissimi volontari. Oltre a questo l’ufficio di comunicazione ha chiesto ad alcuni vip, come Massimo Ghini, Elisabetta Gregoraci e Leonardo Pieraccioni, di inviare un video messaggio di incoraggiamento e di ringraziamento ai volontari impegnati sul campo. Per quanto riguarda la comunicazione interna invece, un settore dell’area emergenza si è occupato di creare delle flow chart da inviare ai coordinamenti territoriali con le procedure, che via via venivano aggiornate.

Dopo questo progetto, quali sono i prossimi passi?

Continuerò ad analizzare questo tema e questo settore perché mi è piaciuto e sono molto soddisfatta del risultato raggiunto. Con questo lavoro sono riuscita ad arrivare alla teoria attraverso la pratica quotidiana, procedimento sostanzialmente inverso a quello che ho fatto finora all’università dove il punto di partenza è la teoria. Continuerò certamente a fare volontariato e a dare il mio contributo in emergenza.

 

Foto di copertina: Misericordie Area Emergenza Nazionale/Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *