Usare correttamente gli hashtag: il caso #BlackoutTuesday

Usare correttamente gli hashtag: il caso #BlackoutTuesday

Gli hashtag sono uno strumento potentissimo, ci permettono di raggiungere un numero maggiore di persone, raccogliere la discussione e i messaggi degli utenti attorno ad un tema ma anche aggregare le informazioni di servizio in merito ad una criticità in corso. Da quando sono stati introdotti per primi su Twitter, sono stati tantissimi i casi di emergenze e di campagne di comunicazione che sono ruotate attorno ad un hashtag e che abbiamo analizzato insieme qui sul blog. L’ultimo esempio che voglio presentarvi è quello relativo alla mobilitazione contro la violenza e il razzismo di #BlackLivesMatter.

Tutte le piattaforme social, ma anche brand, influencer, istituzioni e milioni di utenti si sono mobilitati e uniti alle proteste organizzate dal movimento #BlackLivesMatter nato in risposta alla morte di George Floyd.

Martedì 2 giugno scorso è stato lanciato un nuovo appello da parte del settore musicale che, con l’hahstag #Theshowmustbepaused, invitava gli utenti inizialmente su Instagram, ma poi replicato su altre piattaforme, a mettere in pausa gli account e a non pubblicare nuovi contenuti. L’iniziativa è diventata virale e Instagram è stato invaso da foto nere accompagnate dall’hashtag #BlackoutTuesday e #Theshowmustbepaused come ulteriore messaggio contro gli abusi e le discriminazioni della polizia americana verso gli afroamericani e di supporto alle mobilitazioni in corso negli Usa.

Purtroppo però, questa iniziativa ha avuto un effetto boomerang. Tantissimi utenti hanno pubblicato questa foto nera inserendo come hashtag #BlackoutTuesday (su Instagram sono 28.840.366 i post pubblicati con questo hashtag), ma anche #BlacklivesMatter e #BLM hashtag che invece vengono utilizzati in questi giorni per condividere informazioni utili da parte di chi sta partecipando alle proteste nelle diverse città statunitensi.

Un meccanismo che abbiamo già visto in caso di altre emergenze dove l’hashtag di servizio viene invaso dal rumore di post non pertinenti che rischiano di togliere visibilità e schiacciare i contenuti utili e di servizio. Ed è proprio quello che è successo, infatti, tantissimi attivisti coinvolti hanno subito pubblicato post e stories per invitare gli utenti a rimuovere questi contenuti e di limitarsi ad utilizzare gli hashtag #BlackoutTuesday e #Theshowmustbepaused per pubblicare queste foto nere e dimostrare il proprio sostegno alla causa.

 

Questo ulteriore esempio ci è fondamentale per fare un altro passo in avanti verso un uso più responsabile e consapevole dei social e delle funzioni che ci mettono a disposizione. Non utilizziamo gli hashtag solo per andare a caccia di like, ma utilizziamoli per tematizzare i nostri post e per dire la nostra opinione nella narrazione di un tema che si sviluppa su queste piattaforme.

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