Tra Fake News e mappe: come Facebook sta combattendo il Coronavirus

Tra Fake News e mappe: come Facebook sta combattendo il Coronavirus

Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria per il Coronavirus, Facebook ha ricoperto un ruolo fondamentale per mantenere vive le relazioni e per informarci, mantenendo però vive alcune criticità legate soprattutto alle fake news. Per questo motivo ha lavorato nella direzione di mettere in contatto le persone con informazioni accurate e verificate e per impedire che informazioni dannose e la disinformazione si diffondessero ulteriormente su questa piattaforma. La strada è ancora lunga, tanti i miglioramenti che si possono ancora fare, ma in questo periodo sono state attivate nuove funzioni proprio verso questa direzione.

Come possiamo leggere sul blog ufficiale di Facebook, sono state indirizzate oltre 2 miliardi di persone alle risorse dell’OMS e di altre autorità sanitarie e istituzioni (come il Ministero della Salute italiano) attraverso il Centro informazioni COVID-19 e i pop-up su Facebook e Instagram con oltre 350 milioni di persone che fanno clic per saperne di più.

A questo si è aggiunta la necessità di interrompere la diffusione di disinformazione e contenuti dannosi su COVID-19 sulle app dell’ecosistema di Facebook. L’azienda di Zuckerberg collabora, infatti, con oltre 60 organizzazioni di fact-checking che esaminano e valutano i contenuti in oltre 50 lingue in tutto il mondo.

Come funziona:

Una volta che un contenuto è stato valutato falso dai verificatori, Facebook ne riduce la distribuzione e mostra le etichette di avvertimento con più informazioni. Sulla base di un fact-check sono poi in grado di dare il via a metodi di rilevamento di altre notizie simili a quella appena smentita. Ad esempio, durante il mese di marzo, sono stati mostrati avvisi su circa 40 milioni di post relativi a COVID-19 su Facebook. Quando le persone hanno visto quelle etichette di avvertimento, il 95% delle volte non hanno continuato a visualizzare il contenuto originale. Ad oggi, sono stati anche rimossi centinaia di migliaia di articoli che mirano alla disinformazione che potrebbero causare danni (anche fisici) come l’uso della candeggina per curare il virus.

A questo si sono aggiunti altri provvedimenti, Facebook infatti ha annunciato il lancio di nuove funzionalità sempre per fermare la disinformazione. Gli utenti, infatti, saranno avvisati tramite un pop up quando andranno ad interagire con le notizie false e verranno invitati a visitare il sito ufficiale dell’OMS dove queste notizie vengono smentite.

Insomma, è una situazione in continuo divenire, Facebook continuerà a monitorare lo sviluppo sia della pandemia che della diffusione della disinformazione e le truffe pericolose su COVID-19 per individuare soluzioni sempre più efficaci per fermare questi fenomeni dalle app che gestisce.

Facebook però non è impegnato solamente nella lotta alle fake news e nel sostegno alla corretta informazione, ma anche nel supportare gli sforzi in campo economico, sanitario e nella ricerca.

Oggi, 20 aprile, è stata presentata la prima versione della mappa dei sintomi del COVID-19 valida per gli Stati Uniti ma che poi grazie alla collaborazione con l’Università del Maryland sarà estesa a livello globale. In questa mappa sono raccolti i primi dati del Centro Ricerche Delphi della Carnegie Mellon University (CMU) emersi dall’analisi delle risposte al sondaggio sui sintomi negli Stati Uniti che è stato promosso proprio su Facebook.

 

Fonte:

https://about.fb.com/

 

Foto di Simon Steinberger da Pixabay

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