Parole O_Stili: online il manifesto per la pubblica amministrazione

Parole O_Stili: online il manifesto per la pubblica amministrazione

In occasione della Settimana della Amministrazione Aperta che si è appena conclusa, è stata presentata la versione del manifesto di Parole O_Stili adattato per la pubblica amministrazione. In questa fase dove, anche grazie alla continua innovazione tecnologica e ai social network, il cittadino non è più semplice destinatario di un servizio, ma vero e proprio protagonista e interlocutore con cui dialogare, la pubblica amministrazione deve essere pronta e avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per relazionarsi con il cittadino in modo “non ostile”.

I social network, come più volte ho sottolineato anche qui, non sono semplici spazi dove replicare la comunicazione broadcast e fare copia/incolla dei comunicati stampa, ma si fondano sull’interazione e gli utenti si aspettano (fino a pretendere) una risposta in tempi brevi e soddisfacente al commento o al messaggio privato lasciato sulla pagina del comune o di altro ente. Dedichiamo quindi del tempo all’ascolto e a rispondere (in modo comprensibile) ai messaggi degli utenti più pacati fino al più provocatore o “leone da tastiera” armati di tanta pazienza e con l’aiuto di questi 10 punti:

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1) Non c’è buona amministrazione senza buona comunicazione. Investo le migliori energie perché la mia comunicazione online e offline sia semplice, accessibile, comprensibile, trasparente, cortese. So che quanto scrivo in Rete ha conseguenze reali.

2) So che l’azione amministrativa risulta tanto più efficace quanto più efficacemente la comunico: i cittadini hanno il diritto di accedere con facilità e fiducia a dati, documenti, informazioni e servizi, di essere coinvolti nelle scelte, di capire e verificare il mio operato.

3) Evito le formule astruse. Il burocratese vessatorio. I termini inglesi fuorvianti. So che capire è diritto di ogni cittadino. Se la mia espressione è oscura, questo significa che anche il mio pensiero e la mia azione non sono chiari e trasparenti a sufficienza. Incoraggio il dialogo.

4) Ascolto le opinioni e i suggerimenti dei cittadini. Scelgo la collaborazione e attivo canali che favoriscano un dialogo costruttivo e civile. Se un dubbio o un quesito viene espresso, rispondo con tempestività. Se un disagio viene manifestato, mi interrogo su cause e rimedi.

5) Scelgo parole e strumenti adatti a dialogare con tutti i cittadini, compresi anziani, stranieri, persone poco scolarizzate. Verifico che quanto dico o scrivo venga capito dai cittadini. È mia responsabilità farmi capire, favorendo una comunicazione positiva e propositiva.

6) Sono consapevole del fatto che ogni mio messaggio e ogni mia azione hanno conseguenze concrete e rilevanti per la quotidianità dei cittadini. Sono accessibile, informo, semplifico, rendo chiari gli adempimenti e le procedure.

7) Quanto condivido in rete influisce sulla percezione del mio operato. Aggiorno informazioni e dati. Li rendo reperibili, se possibile in formato aperto. Non diffondo messaggi fuorvianti o poco trasparenti. Informo i cittadini sui loro diritti: conoscenza, privacy, sicurezza.

8) Il rispetto reciproco è il fondamento della convivenza civile e migliora la collaborazione e la partecipazione. Faccio sì che ogni mia comunicazione sia rispettosa dei cittadini nella forma e nella sostanza, e promuovo presso la collettività una cultura del rispetto.

9) Gli insulti sono umilianti sia per chi li riceve, sia per chi li fa, sia per chi ne è spettatore. Invito chi insulta a esprimere altrimenti la propria opinione. Non tollero insulti, nemmeno quando vanno a mio favore. Diffondo una netiquette per il buon uso dei miei canali online.

10) So che l’attenzione e il tempo dei cittadini sono preziosi e valorizzo la brevità. Comunico solo per motivi funzionali: per promuovere consapevolezza e partecipazione e mai per ragioni propagandistiche. La mia comunicazione è sempre utile, necessaria e pertinente.

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