Proterina 3 Evolution: al lavoro sulle linee guida per comunicare il rischio alluvione

Proterina 3 Evolution: al lavoro sulle linee guida per comunicare il rischio alluvione

Da alcuni mesi sto collaborando con Anci Toscana e con l’Università di Firenze al progetto “Proterina 3 Evolution“, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo che ha come obiettivo quello di rafforzare la capacità di risposta del territorio al rischio derivante dalle alluvioni attraverso la costruzione della consapevolezza delle istituzioni e delle comunità. 

Molti i partner coinvolti nel progetto Proterina, che a loro volta seguono parti e aspetti diversi. La parte del progetto che sto seguendo mira ad individuare delle linee guida per la comunicazione alla cittadinanza in merito al rischio alluvione, sviluppare uno strumento di comunicazione per raggiungere questo obiettivo e avviare la sperimentazione in 80 comuni.

In questa prima parte di studio e analisi abbiamo individuato alcune criticità, suddividendole a livello di filiera istituzionale che nella capacità previsionale.

Criticità nella filiera istituzionale:

  • Gli avvisi di allerta sono pensati per gli “addetti ai lavori”, queste informazioni devono poi essere trasferite ai cittadini.
  • E’ necessario accrescere la consapevolezza dei ruoli e delle responsabilità.
  • Soprattutto nei piccoli Comuni c’è carenza di personale tecnico per le funzioni di protezione civile e per seguire la comunicazione.

Criticità nella capacità previsionale:

  • I cambiamenti climatici stanno determinando una forte incertezza nella previsione e nella localizzazione dei fenomeni e nella conseguente definizione dei codici-colore
  • L’attuale sistema di previsione non consente di definire un quadro meteo al di sotto di una determinata soglia territoriale. (Tra gli obiettivi di Proterina c’è proprio il miglioramento della capacità previsionale).

Purtroppo non sara mai possibile prevedere con esattezza eventi molti intensi e localizzati per questo è necessario aumentare la resilienza e le attività di informazione e comunicazione dei rischi ai cittadini.

In questo panorama deve inserirsi la comunicazione che deve essere attivata sia in tempo di pace che in previsione di un evento e in emergenza.

In tempo di pace è fondamentale avviare una comunicazione istituzionale preventiva sui contenuti dei piani comunali di protezione civile e informare la popolazione su quali sono i rischi, dove sono le aree di attesa, sulle norme di autodifesa, ma anche su quali sono i canali di comunicazione ufficiali così che le persone sappiano dove trovare le informazioni in caso di emergenza. Questo tipo di comunicazione è fondamentale perché permette di prepararci e rende più efficace la comunicazione in caso di evento.

Per quanto riguarda la comunicazione in previsione di un evento o di una emergenza in corso è necessario aver ben chiaro il cosa, il come e il quando comunicare.

Nel caso delle allerte meteo l’informazione che andremo a veicolare dovrà necessariamente contenere una descrizione “semplificata” del fenomeno meteo atteso, il codice colore, il periodo di validità dell’allerta e, perché no, anche un riferimento ai comportamenti da adottare durante e dopo l’evento. Da evitare il copia/incolla del bollettino che contiene più informazioni rispetto a quelle rilevanti per il cittadino e il linguaggio è tecnico e complesso.

L’attività di comunicazione non può poi limitarsi solo alla comunicazione dell’emissione dell’allerta meteo, ma dovrebbe seguire l’evoluzione del fenomeno con aggiornamenti successivi per informare su quello che sta succedendo.

La comunicazione istituzionale deve essere multicanale andando a sfruttare tutti i mezzi a disposizione (in ottica graduata e gerarchica in funzione del codice colore emesso), con un linguaggio “semplificato” (e/o con un glossario condiviso) e aiutata dall’utilizzo di infografiche per una maggiore facilità di comprensione.

Tutto questo è stato presentato lo scorso 15 febbraio a Pisa del convegno internazionale su “La protezione civile nei nuovi scenari di rischio alluvionale”, per maggiori informazioni consulta il sito del progetto Proterina.

Che ne pensate? Avete consigli, riflessioni o suggerimenti? Lasciatemi un commento!

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