Il Giappone e i suoi abitanti hanno una passione sfrenata per le mascotte, chiamate yuru-chara al punto tale da avergli dedicato una competizione nazionale lo Yuru-chara Grand Prix con cui ogni anno vengono premiate le migliori.

Le yuru-chara sono mascotte che rappresentano una città, una regione, un evento o un’azienda con uno stile estremamente kawaii o che allude ai cartoni animati. Anche durante l’emergenza da Covid-19 queste mascotte sono state utilizzate per promuovere il distanziamento sociale, le regole di autoprotezione come lavarsi le mani e sono state spesso rappresentate con indosso una mascherina.

Non è bastato però l’aspetto “carino e coccoloso” per accogliere l’ultima mascotte creata dal governo giapponese, anzi è proprio per questo suo aspetto troppo rassicurante che è stata ritirata il giorno dopo la sua presentazione.

Andiamo per ordine e ricapitoliamo quello che è successo. Il governo giapponese per promuovere e sostenere la decisione di sversare in mare più di 1 milione di tonnellate di acqua contaminata dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, ha presentato una mascotte simile a un pesce con le guance rosee per rappresentare il trizio. Il trizio è infatti un isotopo di idrogeno radioattivo ma è anche l’unica sostanza radioattiva che rimarrà nell’acqua scaricata in mare.

A seguito di questa decisione il governo giapponese è stato fortemente criticato e con lui anche la mascotte scelta: “Sembra che il desiderio del governo di rilasciare l’acqua in mare abbia la priorità su tutto“, ha detto all’agenzia di stampa Kyodo Katsuo Watanabe, un pescatore di Fukushima di 82 anni. “Il divario tra la gravità dei problemi che dobbiamo affrontare e la leggerezza del personaggio è enorme.”

Riken Komatsu, uno scrittore locale, ha twittato che non basta un personaggio carino per parlare alla popolazione, “si sta prendendo gioco della comunicazione del rischio“.

Gli utenti dei social media hanno rinominato il personaggio Tritium-kun o Little Mr Tritium, alludendo a Pluto-kun, la mascotte apparsa nel 1993 per ammorbidire l’immagine del plutonio e farlo sembrare meno pericoloso da parte dell’industria nucleare giapponese.

Un rappresentante dell’Agenzia per la ricostruzione ha detto che la ragione per rappresentare il trizio con una mascotte è che “significa amicizia. Abbiamo mirato a un sentimento intermedio che non sia né buono o cattivo, ha riportato il Tokyo Shimbun. Nonostante queste intenzioni la mascotte è stata ritirata e sarà ridisegnata per tenere conto del riscontro ricevuto.

Nel frattempo va avanti il dibattito internazionale e la preoccupazione nei confronti della decisione giapponese di rilasciare quest’acqua nell’oceano. Da un lato ci sono gli esperti che sostengono che il trizio è dannoso per l’uomo solo in grandi dosi, con la diluizione l’acqua trattata non presenta rischi scientificamente rilevabili e che il rilascio del trizio nel mare è una pratica standard nelle centrali nucleari di tutto il mondo. Dall’altra ci sono le comunità di pescatori locali per i quali il rilascio dell’acqua distruggerà un decennio di duro lavoro per ricostruire la fiducia dei consumatori, compromessa dopo Fukushima, nei loro prodotti ittici.

Questa decisione ha poi irritato i paesi vicini. La Corea del Sud sta valutando la possibilità di portare la questione al tribunale internazionale per il diritto del mare, mentre il ministero degli esteri cinese ha affermato che il rilascio dell’acqua costituirebbe un brutto precedente per lo smaltimento delle acque reflue.

Nell’attesa di capire come evolverà questa situazione e se il rilascio in mare inizierà veramente tra due anni, quello che resta di Little Mr Tritium è una certa stanchezza da parte dei giapponesi verso una comunicazione del rischio troppo rassicurante e cartoonizzata che non rappresenta la realtà dei fatti.