Da circa un anno Google sta cercando di rispondere a questa domanda: è possibile rilevare i terremoti attraverso i cavi sottomarini? La risposta potrebbe diventare un sì e Google sta provando a dimostrarlo, anche grazie alla collaborazione con alcuni ricercatori. Durante un test eseguito lo scorso anno, uno dei cavi in ​​fibra ottica di Google è stato infatti in grado di rilevare con successo alcuni terremoti registrando distorsioni negli impulsi luminosi inviati lungo il cavo.

I cavi in ​​fibra ottica collegano continenti remoti lungo il fondale oceanico e gran parte del traffico internazionale di Internet viaggia su questi cavi. La rete globale di cavi sottomarini di Google consente di condividere, cercare, inviare e ricevere informazioni in tutto il mondo alla velocità della luce. Questi cavi sono costruiti utilizzando fibre ottiche che trasportano i dati come impulsi di luce che viaggiano a 204.190 chilometri al secondo. Le distorsioni che vengono registrate possono indicare attività sismica in corso.

Le informazioni raccolte attraverso il monitoraggio di questi disturbi meccanici lungo i cavi potrebbero dare a sismologi e geofisici uno sguardo più da vicino ai terremoti che si verificano sott’acqua. Quasi tutti i sensori attualmente utilizzati per rilevare i terremoti sono a terra, questi cavi potrebbero colmare lacune nella capacità degli scienziati di osservare l’attività sismica. Con il vantaggio che questo approccio non richiede l’installazione di nuove apparecchiature perché sfrutta la rete già esistente di oltre un milione di chilometri di cavi in ​​fibra ottica sul fondale marino.

Quando un terremoto si verifica, le onde possono scuotere, piegare o attorcigliare il cavo e cambiare così l’orientamento delle onde luminose. Da qui si creano le distorsioni che Google individua, analizza e corregge, oltre a raccogliere tutte le informazioni.

Tra dicembre 2019 e settembre 2020, il team di ricerca di Zhongwen Zhan, professore di geofisica presso il California Institute of Technology, ha documentato circa 20 terremoti utilizzando Curie, il cavo di Google lungo 10.500 chilometri, che va da Los Angeles, in California, a Valparaíso, in Cile. Il cavo è stato anche in grado di raccogliere le onde nell’oceano causate dalle tempeste. Questo suggerisce che la tecnica può essere utilizzata anche per individuare gli tsunami innescati da un terremoto.

Per Google questo approccio è una fonte di informazioni complementare per consentire allarmi precoci per terremoti e tsunami. “Siamo onorati ed entusiasti della possibilità di collaborare con le comunità di ricerca ottica, sottomarina e sismica per utilizzare tutta la nostra infrastruttura di cavi per maggiori benefici per la società”.

Fonti:

Google: What’s shaking? Earthquake detection with submarine cables

The Verge: How one of Google’s massive undersea cables detects earthquakes

Science: Optical polarization–based seismic and water wave sensing on transoceanic cables

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