Covid19Italia.help: civic hacker si mobilitano per l’emergenza Coronavirus

Covid19Italia.help: civic hacker si mobilitano per l’emergenza Coronavirus

Dopo TerremotoCentroItalia e ItaliaAFuoco la community di civic hacker si è mobilitata anche per l’emergenza coronavirus in corso dando vita al progetto no profit Covid19Italia.help. Per capire meglio gli obiettivi di questa iniziativa e come poter contribuire ho intervistato Alberto Puliafito, tra i promotori del progetto.

Come nasce e quali sono gli obiettivi di Covid19Italia.help?

Covid19Italia.help nasce per dare una risposta partecipata all’emergenza coronavirus in Italia.
Il suo obiettivo è, prima di tutto, quello di creare e alimentare un luogo utile a tutte le persone interessate da questa emergenza.
In particolare, si raccolgono e si rendono facilmente fruibili:

Fonti istituzionali
Richieste d’aiuto
Offerte aiuto
Raccolta fondi
Fake News e Bufale
Informazioni utili
Donazioni materiali/strumenti
Servizi e iniziative solidali private
Servizi e iniziative solidali pubbliche
Consegne e commissioni
Didattica a distanza
Sostegno al lavoro
Contatti utili
Giochi/intrattenimento bambini
Intrattenimento adulti/attività culturale
Supporto psicologico

Che valore vuole portare alla comunità durante (e dopo) questa emergenza?

Anche se sappiamo che è complicato, fare questo tipo di percorso aiuta, prima di tutto, a far sentire le persone meno sole, persino in questa situazione complicatissima e inedita.
Vorremmo che le persone sapessero di poter essere utili e di poter contare sugli altri.
In quelle due parole che indicano questo tipo di iniziative, “civic hacking”, c’è il senso di quel che viene fatto: cerchiamo soluzioni per fronteggiare insieme un problema reale della comunità.

L’idea di fondo è che le informazioni siano un bene comune e che vadano condivise e rese fruibili in maniera quanto più facile possibile. E che chiunque possa portare valore al progetto.

Perché magari tu hai scoperto o porti avanti un’iniziativa, ma io non so nemmeno che questa iniziativa esiste.
Allora, segnalarla, verificarla, rendere facilmente fruibile a tutti l’esistenza stessa dell’iniziativa (per esempio, un servizio di consegna a domicilio? un servizio di didattica a distanza?) ecco crei valore per la comunità.

E questo valore si conserva nel tempo, anche dopo l’emergenza.

Il team è lo stesso di TerremotoCentroItalia e ItaliaAFuoco che bagaglio di esperienze portate in questo progetto?

Il team di partenza è lo stesso.
C’è un riuso sia dal punto di vista del software sia dal punto di vista dei processi organizzativi di quel che è stato fatto su TCI.
Al gruppo di persone che ha lavorato in maniera volontaria a TCI si sono poi aggiunte altre competenze, come spesso accade in questo tipo di situazioni.
È così che si manifestano e crescono i progetti di intelligenza collettiva, in cui le persone lavorano insieme per aiutarsi insieme.

È possibile contribuire al progetto?

Chi desidera dare il proprio contributo può unirsi a noi, qualunque competenza abbia.
Serve l’aiuto di tutti, anche solo per una semplice segnalazione.
È proprio questo lo spirito di quello che viene chiamato “civic hacking”: crediamo infatti che le persone, valorizzando le proprie diverse competenze, possano contribuire allo sviluppo della piattaforma, ciascuna nell’ambito delle tematiche di propria pertinenza.
C’è un team di sviluppatori, di programmatori che lavora alla parte tecnica.
Poi ci sono tutte le cosiddette “soft skills”: chi comunica e informa, chi verifica le segnalazioni e le processa, chi raccoglie documentazione e dati o lavora a mappature.

Ma davvero, ciascuno può dare il proprio contributo, anche in maniera indiretta. Per esempio, segnalando iniziative solidali nella propria città o quartiere. O magari attivandosi in prima persona, dando la propria disponibilità a offrire aiuto o servizi.

Segnalando queste iniziative, le si valorizzano e si aiuta la comunità a scoprirle, a utilizzarle o addirittura a far qualcosa di più: la conversazione, la condivisione messe in rete, infatti, aiutano le persone a immaginarsi altre iniziative da attivare e poi da segnalare, in un processo virtuoso di co-creazione.

Canali:

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