Comunicazione in emergenza senza social? Ricominciamo l’anno nuovo da…

Comunicazione in emergenza senza social? Ricominciamo l’anno nuovo da…

La scorsa settimana ho ricominciato l’anno sul blog con una sfida rivolta a voi, ovvero chiedendovi che caratteristiche avrebbe oggi la comunicazione in emergenza e di protezione civile se non esistessero i social network.

Tanti i commenti che sono arrivati e che vi riporto qui sotto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ruolo dei social network per le emergenze e la protezione civile ha un ruolo chiave, nonostante le criticità dovute al rumore, fake news, analfabetismo funzionale e la disinformazione che vi circola. Partendo proprio da questo presupposto e dal fatto che oggi non possiamo fare più a meno dei social network in questo settore, l’obiettivo dell’ iniziativa era proprio quello di provare ad azzerare il fattore social network e andare a recuperare gli elementi, i canali di comunicazione e gli strumenti che oggi sono finiti in secondo piano per mancanza di tempo, risorse o per strategie che prevedono l’utilizzo quasi esclusivo dei social network, grazie alle scorciatoie comunicative che offrono. Perché instaurare rapporti solidi con la stampa locale quando posso creare un post su Facebook e taggarci tutti i profili che mi sono utili per diffondere il mio messaggio, per esempio, relativo ad una allerta meteo o alla chiusura delle scuole?

Proprio come vuole l’anno nuovo proviamo a ricominciare da:

  • Un sito web aggiornato e accessibile con tante informazioni sui rischi del nostro territorio, i comportamenti da adottare e le notizie o informazioni in tempo reale con le comunicazioni o i comunicati stampa in caso di emergenza.
  • Rafforziamo i contatti con la stampa locale, instauriamo rapporti di fiducia, in modo tale da collaborare con noi alla diffusione di informazioni ufficiali e verificate in caso di emergenza o di un’allerta meteo e a limitare o smascherare le bufale che possono circolare. (P.S. non dovete essere per forza un ufficio stampa per rapportarvi con la stampa locale 😉 )
  • Rivediamo le iniziative sul territorio, sperimentiamo nuovi format o lavoriamo sulla qualità più che la quantità degli appuntamenti con i cittadini. Su questo punto vi segnalo l’iniziativa del Comune di Firenze di qualche anno fa, che grazie al fondamentale aiuto dei volontari di protezione civile, ha fatto un vero e proprio porta a porta per distribuire e spiegare i volantini sui rischi presenti e i comportamenti da adottare.
  • In attesa dell’avvio di IT Alert a livello nazionale, sperimentiamo con le app di messaggistica istantanea come Whatsapp e Telegram, a cui ormai praticamente tutti siamo registrati. In questo modo possiamo arrivare direttamente sugli smartphone di tutte le persone che hanno scelto di aderire al servizio, con informazioni mirate su allerte e emergenze del comune, provincia o regione di appartenenza.

La lista è breve ma implica tanto lavoro, pronti ad iniziare al meglio questo 2020?

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