Come è cambiata la gestione delle emergenze e del rischio con l’avvento del Web 2.0, soprattutto grazie a Facebook e Twitter?


Il primo segnale di questo cambiamento è dato dalla proliferazione di account di pubbliche amministrazione e istituzioni su questi canali, per rispondere e adattarsi allo spostamento di massa dei cittadini sempre più presenti e attivi con i loro profili social più che sui canali tradizionali. Per i dati statistici su questo fenomeno vi consiglio di leggere le due ricerche di Giovanni Arata sull’uso di Facebook e di Twitter da parte della pubblica amministrazione.
loghi social network
La PA diventa social, apre una pagina o un profilo ufficiale e si trova sempre più oltre a dare informazioni sui servizi e sulle attività dell’ente, a dover seguire e gestire le emergenze su Twitter e su Facebook.

tag cloud

Infografica relativa al Crisis Camp svoltosi a Bologna il 17 marzo 2012.

E qua iniziano i problemi e le difficoltà: la copertura dei profili, raramente, è continua, ma si adegua agli orari d’ufficio, il rischio di cadere nel silenzio proprio nei momenti in cui, invece, si dovrebbero pubblicare aggiornamenti frequenti, il riuscire a districarsi tra hashtag, mention e rispondere alle richieste degli utenti.
Si può uscire vincitori da un’emergenza e riuscire anche a dare un’immagine positiva dell’ente?

Certo che si! E nei prossimi interventi proporrò esempi di quelle che possono essere definite best practices di social media emergency managment da parte della pubblica amministrazione, ma anche worst practices per evidenziare cosa non si deve mai fare!