Con l’arrivo dell’estate torna alta l’attenzione verso il rischio incendi boschivi. Un contributo in questa direzione arriva dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze che ha realizzato un’App, chiamata FuelGeoData, che permette la mappatura e la quantificazione, in modo semplice e veloce, del materiale combustibile distribuito sul territorio.

L’applicativo è stato elaborato, in collaborazione con la società Vanzotech srl, nell’ambito del progetto europeo MED-Star “Strategie e misure per la mitigazione del rischio di incendio nell’area mediterranea”, finanziato dal programma Interreg marittimo Italia-Francia (2014-2020). MED-Star è guidato dalla Regione Sardegna e ha sedici partner tra enti e istituzioni di ricerca fra cui Unifi. “Si tratta di un progetto strategico integrato – spiega Enrico Marchi, docente del DAGRI – che affronta la sfida di potenziare le capacità di previsione, prevenzione e soppressione degli incendi nell’area del Mediterraneo – la più sottoposta a questo pericolo – per proteggere e valorizzare le risorse ambientali, culturali e turistiche dello spazio marittimo“.

I cambiamenti socio-economici degli ultimi anni, con l’abbandono delle aree rurali e montane – continua Marchi, che ha anche contribuito recentemente per la stessa tematica al Rapporto sullo stato delle foreste toscane 2019 -, uniti ai mutamenti climatici, hanno portato a una maggiore omogeneità e continuità della copertura vegetale nelle foreste e nei boschi, con un aumento significativo del materiale combustibile a terra e un’evidente ricaduta sulla possibilità di innesco e diffusione del fuoco“.

L’App FuelGeoData mira a creare una cartografia della distribuzione del rischio d’incendio basata su dati rilevati a terra, in modo da poter indirizzare i fondi per la prevenzione sulle zone più suscettibili e vulnerabili. La sperimentazione è partita questa primavera nelle province toscane della costa tirrenica (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto): nella carta regionale di uso del suolo sono state evidenziate le superfici boschive, sono poi stati segnati dei punti utili per la rilevazione, a distanza di 100 m l’uno dall’altro. “Segue, quindi, la rilevazione effettiva nel bosco – prosegue Marchi, con cui hanno collaborato i giovani ricercatori Niccolò Frassinelli e Cristiano Foderi -. Si individua una superficie a terra di un metro quadro, che rappresenti in modo significativo la vegetazione dell’area scelta, si raccolgono dati in base a parametri prefissati, si registra la posizione grazie al GPS della App e si provvede a scattare una foto“.

I risultati della sperimentazione saranno presentati a inizio 2022 e messi a disposizione delle istituzioni pubbliche in prima linea contro gli incendi.

Maggiori dettagli sulla app in questo video:

Foto di Matt Palmer su Unsplash.