Come procede lo sviluppo di IT-alert?

Come procede lo sviluppo di IT-alert?

Dovremo aspettare il 2021 per l’entrata in funzione di IT-alert, il sistema nazionale di allarme pubblico che consente l’invio di messaggi di allerta o in caso di emergenza ai cellulari interessati attraverso la cella telefonica a cui sono agganciati.

A che punto siamo con lo sviluppo di IT-alert? Proviamo a rispondere a questa domanda grazie alla disponibilità di Pierfrancesco Demilito, capo ufficio stampa del Dipartimento della Protezione Civile. “Stiamo lavorando sui linguaggi e ci stiamo portando avanti con lo sviluppo dell’app, oltre alla campagna di lancio di IT-alert che stiamo predisponendo insieme al Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio, proprio perchè IT-alert è uno strumento di interesse nazionale”.

Lo sviluppo di questa nuovo sistema di allertamento va così avanti su più fronti, sia dal lato tecnologico, sia da quello dei contenuti e del linguaggio perché i messaggi siano comprensibili a tutti. In più IT-alert è il risultato del lavoro e la collaborazione di diverse realtà coinvolte: a partire dal Dipartimento della Protezione Civile ad Anci per tutto il tema dell’allertamento e per come impatta sui territori, i gestori telefonici e i produttori stessi degli smartphone (Apple, Samsung, Huawei ecc…). Gli elementi di complessità non si esauriscono qui, si aggiunge infatti tutto il tema della sicurezza nazionale e cibernetica, IT-alert è uno strumento molto allettante per la possibilità di mandare un messaggio su tutti i cellulari d’Italia, per questo sono necessari particolari profili di sicurezza.

Oltre al sistema di messaggistica, è in via di sviluppo la app di IT-alert: “la app è una integrazione che consentirà di avere maggiori informazioni sulla situazione in corso – prosegue Demilito. – I messaggi avranno un numero di caratteri contenuti e per alcuni casi stiamo ragionando su messaggi concatenati. Per questo vorremmo inserire nel messaggio il rimando all’app perché qui possiamo inserire anche la diffusione di buone pratiche. Nel messaggio riusciamo a dire che c’è un’allerta rossa o che sono in arrivo forti temporali ma non avremo caratteri a sufficienza per i comportamenti da adottare. Un altro obiettivo che ci siamo prefissati con la app è quella di rendere consultabile la pianificazione di protezione civile. Sulla app di IT-alert ogni cittadino potrà leggere il piano di protezione civile del suo comune. Per questo stiamo lavorando con Anci per avere piani intelligibili con informazioni chiare e condivise” verso un percorso di omogeneizzazione della pianificazione comunale.

La app è uno strumento in più che va ad aggiungersi al sistema di IT-alert, grazie al quale riceveremo un sms sul nostro cellulare se saremo agganciati alla cella della zona interessata dall’allerta, sia che si tratti di un Comune o di un quartiere in caso di una grande città o un bacino più ampio senza nessuna registrazione, “Noi puntiamo sul partire con il sistema di allertamento attraverso la messaggistica, la app è una integrazione di questo sistema che permetterà evoluzioni continue grazie a nuovi aggiornamenti. Vorremmo partire con i buoni comportamenti sulla app e poi, con le release successive, andare ad integrare tutta una serie di funzioni e informazioni che ci permetteranno di lavorare nel tempo al miglioramento dell’applicazione”.

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