Emergenza24, “Fare squadra” per una migliore comunicazione in emergenza

Emergenza24, “Fare squadra” per una migliore comunicazione in emergenza

Fare squadra” questo il filo conduttore degli interventi dei relatori e della tavola rotonda al centro degli Stati Generali della comunicazione in emergenza organizzati da Emergenza24 per l’edizione 2019 di Digitalmeet.

Siamo partiti proprio da Emergenza24, il progetto presentato da Maurizio Galluzzo, che da anni è impegnato nella diffusione delle informazioni corrette e verificate nel caso delle diverse emergenze che accadono ogni giorno in Italia e nel mondo. In questa occasione e di fronte ai tanti giornalisti presenti in sala, è stata rilanciata la Carta di Venezia, documento, che ognuno di noi può sottoscrivere, che ha l’obiettivo di stabilire in maniera aperta, trasparente, partecipativa, condivisa e collettiva i princìpi fondamentali e codificare le norme generali della comunicazione e conversazione in emergenza.

A questo sono seguiti gli interventi di Giovanni Finotto, direttore del Master STePS (Scienza e tecniche della prevenzione e della sicurezza) su quanto sia importante conoscere un tema per comunicarlo in maniera efficace, il dott. Paolo Rosi, direttore del SUEM 118, sull’importanza della comunicazione, soprattutto in merito ai servizi erogati ai cittadini per darne la corretta percezione e di come è alla base della propria strategia comunicativa per il Servizio Urgenza Emergenza Medica 118 della Regione del Veneto l’utilizzo dei social network per riportare gli interventi svolti ma, anche, per far riflettere gli utenti sui comportamenti scorretti che vengono adottati e che, in alcuni casi, si sono tradotti in incidenti o criticità dove il SUEM è intervenuto.

Luca Rotondi, Presidente di Emergenza Sordi APS, ha evidenziato quanto sia fondamentale rendere  la comunicazione in emergenza accessibile a tutti ed inclusiva, da qui l’impegno di Emergenza Sordi (costituita subito dopo il terremoto del Centro Italia) con diverse realtà ed enti pubblici nella produzione di materiali e video rivolti alle persone sorde su cosa fare nelle emergenze.

Dopo è stato il turno del Commissario Capo della Polizia di Stato Vincenzo Maria Recchiuti, Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale, Responsabile Contenuti digitali Polizia di Stato e del Tenente Colonnello Salvatore Verde, Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore Esercito, Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione, che hanno sottolineato l’importanza dei canali ufficiali sui social network per narrare gli interventi e le attività che vengono svolte grazie anche alla pubblicazione dei contenuti, come foto e video, dal territorio grazie agli stretti rapporti con gli uffici stampa locali e le caserme.

I lavori del mattino si sono conclusi con gli interventi di Samanta Arsani, Area Polizia locale della Regione Emilia Romagna, che ha presentato la rete regionale delle polizie locali emiliane che, ad oggi, ha raggiunto quota 29 comandi presenti e attivi sui social per ben 119 Comuni coperti che lavorano quotidianamente sui social network per offrire un servizio in più e di qualità ai cittadini e Raffaella Mestroni, responsabile Ufficio Stampa Autovie Venete, che ha mostrato le campagne di comunicazione con al centro i propri dipendenti per informare sui lavori della terza corsia #laterzacorsiasifastrada e #autovierisponde un format video con il personale che risponde ai dubbi e alle domande degli utenti. Tutto questo ha generato un risultato positivo, sia verso gli utenti che nei dipendenti rafforzando il senso di appartenenza verso l’azienda.

Al centro del pomeriggio c’è stata la tavola rotonda con gli interventi di giornalisti e comunicatori condotta da Francesca Anzalone e che ha visto la mia partecipazione, insieme a quella di Fabrizio Stelluto, responsabile Ufficio Comunicazione Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, Marco Rabito, meteorologo AMPRO e presidente di Serenissima Meteo, Matteo Senno, Consigliere Comunale del Comune di Venezia, Livio Martinuzzi del Comune di Pordenone e Colum Donnelly, docente dell’Università di Sassari. Dal dibattito è emerso che per “fare squadra” sia necessario conoscersi, mappare gli enti e le persone coinvolte, identificando chi fa cosa e riconoscendo così le diverse professionalità, soprattutto in tema di comunicazione in emergenza, in modo tale che la comunicazione sia più coordinata anche grazie al rafforzamento della comunicazione interna, esterna e nelle relazioni con i media.

E secondo voi, quali azioni andrebbero sviluppate, o sono già in corso, per fare squadra?

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