L’emergenza di comunicare – Smartcity come strumento di resilienza

L’emergenza di comunicare – Smartcity come strumento di resilienza

È stata una giornata di altissima formazione e confronto quella che si è svolta sabato 11 maggio in occasione del Festival italiano del Volontariato di Lucca dedicata alla comunicazione in emergenza. La mattina abbiamo affrontato il tema delle smartcity e delle allerte meteo con un gruppo di lavoro aperto e partecipato, mentre nel pomeriggio abbiamo parlato del tema della comunicazione in emergenza con i maggiori esperti in Italia di questo tema di fronte ad un pubblico molto numero.

Nei prossimi articoli vi riporterò gli elementi più interessanti che sono emersi, partendo proprio dalla mattina, ovvero dalla discussione sul tema delle smartcity.

Il punto di partenza per il dibattito è stata la presentazione della best practice del Comune di Firenze da parte di Gianluca Vannuccini, dirigente servizio sviluppo infrastrutture tecnologiche del Comune di Firenze. In questa pubblica amministrazione è stato sviluppato un percorso di trasformazione della città in una città smart e resiliente andando a sfruttare le tecnologie digitali. Questo percorso è stato supportato grazie alla partecipazione a due progetti europei: Resolute, che si poneva l’obiettivo di rendere resiliente, nello specifico, i trasporti urbani in caso di evento idrogeologico avverso e Replicate, che mira a sviluppare e validare un modello di business sostenibile per supportare le città nel percorso di trasformazione verso una smart city.

Si è partiti dall’apertura dei dati e dalla loro messa a sistema e scambio con altri enti, come le partecipate e altri soggetti terzi. Successivamente tutti questi dati sono stati aggregati e ora, il decisore, può consultarli in tempo reale attraverso una dashboard, che dà una fotografia di quello che sta avvenendo in quel momento a Firenze (dal numero degli utenti collegati al FreeWiFi, gli accessi al pronto soccorso, i posti disponibili nei parcheggi, il meteo e se c’è una allerta meteo o se sono in corso incidenti, fino ai turni delle farmacie).

Il prossimo passo è la creazione di un smart city control room, un luogo dove tutti i rappresentanti dei soggetti coinvolti (dai responsabili degli uffici comunali, polizia municipale, partecipate ecc…) possano riunirsi ogni giorno per gestire in tempo reale le attività del quotidiano (non le emergenze che restano in capo alla protezione civile) come la gestione del traffico in base ai cantieri, la definizione del piano neve, e in più ottenere sempre in tempo reale le risposte delle segnalazioni degli utenti riferite sia a servizi smart e digitali che non dagli uffici o dai soggetti competenti.

Con le innovazioni tecnologiche si sono però moltiplicati esponenzialmente gli strumenti di comunicazione e le possibilità di raggiungere il target di riferimento. Per questo motivo in una città smart dove, grazie alle innovazioni digitali prevale l’automatizzazione, nel caso della comunicazione e della moltiplicazione degli strumenti di comunicazione l’automatizzazione fallisce. In questo caso ho il bisogno di una o più persone che producono i messaggi e li adattino al singolo canale di comunicazione scelto. Proprio per questo è fondamentale in tempo di pace definire, quando si verifica un evento critico, chi comunica cosa e quando alla popolazione, su quali canali di comunicazione e con quale tone of voice.

 

Foto di copertina di PAsocial Toscana

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