Nel 2020, in una scuola di Volterra, Comune in provincia di Pisa, è stato installato un sistema di rilevazione sismica anticipata. Si tratta di un accelerometro che, come si legge nel comunicato stampa dell’amministrazione comunale, è stato regolato per ridurre i disturbi ambientali e ora è pronto ad entrare in funzione avvisando con un suono, diffuso dalle sirene installate nel plesso scolastico, gli studenti e le studentesse dell’arrivo di un terremoto.

Questo strumento, prosegue la comunicazione del Comune, rileva, infatti, la liberazione di energia nel sottosuolo percependo l’inizio del sisma prima che le onde sismiche più intense arrivino in superficie e siano quindi percepite. Il tempo di preavviso, più o meno lungo in base alla distanza dall’ipocentro, permette agli alunni e al personale scolastico di mettersi in sicurezza.

Insieme all’installazione di questo strumento è stato realizzato un corso di formazione rivolto ai bambini, bambine, docenti e personale scolastico sui comportamenti corretti da applicare in caso di terremoto.

Per capire meglio gli obiettivi di questa iniziativa ho contattato Viola Luti, assessora all’Istruzione del Comune di Volterra, che mi ha spiegato che hanno deciso di dotarsi di questo strumento perchè “offrire ai bambini tutti gli strumenti, sia come formazione che nella messa in sicurezza della scuola, è fondamentale per creare quegli automatismi che in caso di terremoto possono salvare la vita. Questi segnali anche con solo pochi secondi di anticipo, prima dell’arrivo di un sisma, insieme a una corretta e mirata formazione, possono mitigare il rischio, riducendo l’esposizione e proteggendo bambini e adulti attraverso comportamenti automatici corretti”. “Questa iniziativa – ha concluso Luti – ha anche un importante valore sociale e fa leva sull’effetto moltiplicatore perché le alunne e gli alunni potranno tornare a casa e assumere il ruolo di insegnati verso genitori e parenti, spiegando quanto appreso con il supporto di un semplice ma completo foglio illustrativo e trasmettendo i comportamenti corretti da attuare”.

Uno strumento di questo tipo è efficace sul nostro territorio? L’ho chiesto a Carlo Meletti, direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa.

Questi sistemi di early warning esistono e si studiano in tutto il mondo da anni, anche in Italia. Noi di INGV, ad esempio, stiamo facendo delle sperimentazioni con le Ferrovie legate alle linee AV in caso di terremoto. Funzionano bene se viene installata una rete di strumenti che ti avvisano quando il terremoto parte da lontano studiando la differenza di velocità tra le onde P e le onde S. È come il lampo e il tuono, maggiore la distanza, maggiore sarà il tempo tra quando vediamo il lampo e quando invece sentiamo il rumore. Infatti il sistema è molto efficace se l’allarme parte dall’area epicentrale e il ritardo è maggiore perché c’è anche il tempo impiegato dalle onde ad arrivare che si somma al ritardo tra onde P e onde S; si può arrivare anche a qualche decina di secondi di tempo. Se invece la stazione è dove mi trovo, ho un tempo sufficiente a prendere azioni solo per terremoti lontani che probabilmente non faranno danni, se invece è vicino a noi e allo strumento non avremo nessun tempo utile di reazione.

Funzionano, per esempio, in Giappone, che sono stati i primi ad usarli. Qui i terremoti forti si verificano in mare e hanno parecchio tempo a diposizione per allertare la popolazione prima che arrivino le onde, hanno anche il tempo di mettere i messaggi di avviso in sovrimpressione in tv. In Cile, dove anche qui, hanno i terremoti in mare e in Messico perché i terremoti sull’oceano Pacifico quando arrivano soprattutto a Città del Messico, che è un lago prosciugato, sono soggetti a forti fenomeni di amplificazione e per questo hanno installato le sirene per strada per allertare la popolazione in tempo per mettersi in sicurezza.

In ogni caso è una tecnologia che non risolve il problema dei terremoti e rischia di far dimenticare che il rischio sismico c’è e che sono da portare avanti importanti attività di prevenzione sia in termini di messa in sicurezza di case ed edifici pubblici che di formazione sui comportamenti da adottare”.

 

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