Fondata nel 2018, Rescue Drones Network (RDN) si distingue come una delle realtà più innovative della protezione civile italiana. Nata dalla visione di 13 fondatori, l’associazione si propone di creare un network di primo e pronto soccorso tecnologico, sfruttando le potenzialità dei droni per rivoluzionare le operazioni di ricerca e salvataggio.

Le origini e la missione

Il nostro obiettivo è creare un network di primo e pronto soccorso in ambito di protezione civile mediante l’uso dei droni”, spiega Massimiliano Papa, responsabile relazioni esterne di Rescue Drones Network. RDN si è registrata presso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile come associazione di volontariato, con una specializzazione anche per le macro-emergenze, quali terremoti e alluvioni, dove il coordinamento tra più enti è cruciale.

Interventi significativi

In sei anni di attività, RDN ha partecipato a diverse emergenze, dimostrando la sua capacità di adattamento e innovazione. Tra gli interventi più significativi c’è sicuramente l’attività di monitoraggio post-alluvione in Emilia-Romagna:Abbiamo tenuto sotto controllo aree critiche per prevenire ulteriori danni e analizzare il territorio”, racconta Papa; ma anche il disinnesco di un ordigno bellico a Viterbo: i droni hanno supportato le autorità garantendo un monitoraggio continuo dell’area. “Il nostro contributo ha permesso di garantire la sicurezza della popolazione”, aggiunge.

Tecnologia e formazione

RDN non si limita agli interventi operativi. L’associazione punta molto sulla formazione dei propri volontari, che devono ottenere abilitazioni specifiche per l’uso dei droni, come il patentino A1/A3 ma che rappresenta solo l’inizio del percorso, e partecipare a corsi dedicati. “Un drone non è solo uno strumento tecnologico, ma di fatto si entra nel mondo aeronautico, richiedendo competenze precise e una regolamentazione rigorosa”, sottolinea Papa.

Oltre ai droni aerei, RDN utilizza anche droni terrestri (UGV) e subacquei (IROV), ampliando il ventaglio di applicazioni tecnologiche. “Questi strumenti ci permettono di affrontare sfide complesse, come le ispezioni sottomarine o il monitoraggio terrestre.”

Progetti innovativi e sociali

Un aspetto particolarmente interessante è il progetto sociale “Fly for Smile”, pensato per i più giovani e inizialmente nato nei reparti oncologici pediatrici. “Con i bambini giochiamo con i droni, spiegando il loro utilizzo e facendoli sognare. Sono loro il futuro di ogni generazione,” afferma il portavoce.

Guardando al futuro

Con un parco mezzi in crescita e un focus su tecnologie sempre più avanzate, RDN mira a essere un riferimento nazionale ed europeo per il soccorso tecnologico. “Il futuro dei droni è già oggi. Stiamo sperimentando nuove applicazioni, come i trasporti sanitari e trasporti con droni cargo, che potrebbero rivoluzionare non solo la protezione civile ma l’intero settore logistico.”

Inoltre, l’associazione sta collaborando con il programma europeo Copernicus per integrare i dati satellitari con quelli raccolti dai droni, garantendo una precisione senza precedenti nel monitoraggio ambientale e delle emergenze.

La sfida normativa

Uno degli ostacoli principali per l’utilizzo dei droni in protezione civile è rappresentato dalla regolamentazione aeronautica. “Serve una normativa dedicata che permetta un impiego rapido e sicuro dei droni in scenari emergenziali,” afferma Papa. Tuttavia, RDN continua a lavorare con gli enti in campo per superare queste barriere e garantire l’accesso ai cieli nei momenti critici.

 

Foto credits: Rescue Drones Network