Durante la pandemia è stato evidente il ruolo centrale che ricopre oggi il sindaco e le responsabilità che ha in emergenza (ma non solo). Cogliendo l’occasione dell’elaborato di tesi dedicato al sindaco come autorità di protezione civile, ho intervistato Pasquale Pagano, disaster manager esperto, con cui ho approfondito responsabilità e compiti del sindaco e del dima

Come è nato questo progetto di tesi?

Il progetto è nato sostanzialmente da quella che è stata l’esperienza di vita lavorativa incentrata nell’attività di referente del servizio comunale di protezione civile con diversi anni a contatto con la struttura comunale. Quando è arrivato il momento di mettere giù la tesi del corso di laurea in “Attività di protezione civile” dell’Università degli Studi di Perugia sono stati gli stessi tutor, relatore e correlatore a consigliarmi di trattare un argomento a me molto vicino come l’attività di protezione civile a livello comunale e la figura del sindaco quale autorità comunale di protezione civile. A questo ho poi aggiunto la gestione di eventi di rilevante impatto locale, come la gara podistica, o la visita di qualche importante autorità o tante altre attività che coinvolgono la comunità locale, che vedono il sindaco e il Comune poi gestire e organizzare il tutto.

L’elaborato è precedente al nuovo codice della protezione civile, ma anche in quest’ultimo testo normativo resta centrale il ruolo del sindaco.

Già la famosa legge 225 del ‘92 sostanzialmente sottolineava la figura del sindaco quale autorità comunale di protezione civile poi il Codice della protezione civile, decreto legislativo del 2 gennaio 2018 numero 1, ha ribadito la figura del sindaco quale autorità comunale per cui diciamo che questa sorta di “responsabilità” che ha il sindaco è stata ulteriormente sottolineata.

Possiamo dire che in questi ultimi anni tra i grandi eventi e la pandemia sono cresciute le responsabilità del sindaco?

Proprio a proposito del Covid penso che tutti noi abbiamo avuto modo di vedere in televisione, proprio nei primissimi tempi dii questa spaventosa pandemia, l’attivazione in prima persona dei sindaci, alcuni dei quali sono usciti per strada, a volte totalmente soli, nel tentativo di rincorrere i cittadini incoscienti richiamandoli all’osservanza delle norme e al rispetto del lockdown. È stato qualcosa del tutto nuovo, in passato non c’erano stati episodi di tale portata. Anche in questo caso è stata ulteriormente ribadita la centralità e la responsabilità, come una sorta di spada di Damocle che pende sulla testa dei sindaci. Alcuni sono istruiti e informati delle dinamiche di protezione civile però in altri casi ci sono ovviamente sindaci che sono del tutto a digiuno della materia. Per questo sarebbe quanto meno auspicabile e necessario che intervenisse una normativa che mettesse a loro disposizione una struttura ben organizzata con figure specializzate come quella dei disaster manager.

Consapevolezza dei compiti e delle responsabilità ma anche delle conseguenze

Esatto, l’abbiamo visto negli scorsi anni, ci sono stati anche casi che ho descritto nella mia tesi, situazioni di accertamento delle responsabilità per eventi in cui ci sono state vittime dove i sindaci sono stati costretti a rispondere davanti al giudice.

In questo scenario come si inserisce il ruolo del disaster manager?

La figura, a parer mio, è molto importante perché multidisciplinare. Gli eventi non sono mai gli stessi, possono spaziare dal rischio idrogeologico a quello sanitario fino a rischio sismico. È una figura complessa che necessità di una grossa elasticità dal punto di vista mentale e dei rapporti interpersonali. Il disaster manager infatti non agisce da solo ma ha la necessità di interfacciarsi con le diverse autorità, strutture e realtà locali. È una figura giovane perché la certificazione è stata riconosciuta solamente pochi anni fa grazie anche al lavoro dell’Assodima, l’associazione dei disaster manager. Il mio auspicio è che venga riconosciuta anche a livello locale e introdotta nelle strutture comunali di protezione civile che molte volte sono a digiuno della materia.

 

Nella sezione download è disponibile la tesi di Pasquale Pagano.

[Foto: Ago Press/Flickr]