#SocialProCiv: mappare le best practices sui social media

#SocialProCiv: mappare le best practices sui social media

Finalmente a Lucca in occasione del Festival del Volontariato è stata lanciata un’iniziativa per mappare le best practices per la comunicazione in emergenza sui social media! Scopriamo di cosa si tratta.

#SocialProCiv è l’hashtag che è stato utilizzato su twitter per seguire il convegno “La protezione civile e i social media: comunicare il rischio e il rischio di comunicare”, organizzato presso il Dipartimento di Protezione Civile lo scorso 15 novembre (per chi se lo fosse perso è disponibile su YouTube la registrazione completa), dove sono emersi numerosi spunti, ma anche criticità da risolvere.

Questo percorso di incontro tra la Protezione Civile e i social media non si è concluso con la chiusura della giornata di studio, ma sta andando avanti. Un’interessante iniziativa è quella realizzata dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con il Dipartimento nazionale della protezione civile e con il quotidiano online indipendente ilgiornaledellaprotezionecivile.it per mappare e raccogliere: “storie e informazioni che permettano di proseguire nel percorso di confronto sull’utilizzo dei social (e non solo) come strumento di rapporto diretto con i cittadini, anche per i temi di protezione civile e sul loro impatto nelle dinamiche di comunicazione nell’ambito di una possibile gestione dell’emergenza.” L’obiettivo è quindi quello di mappare e verificare l’esistenza di procedure che possano garantire, pur in un contesto caratterizzato da una continua evoluzione, l’attendibilità e la validazione delle informazioni messe a disposizione dei cittadini, soprattutto in situazioni di crisi.
Venerdì 11 aprile a Lucca in occasione del Festival del Volontariato saranno presentati i risultati delle esperienze raccolte.
Se siete un’organizzazione di volontariato di protezione civile, ma anche una delle componenti di questo sistema (comprese le amministrazioni e gli enti locali) non vi resta che compilare questo modulo entro il 26 marzo.

La speranza o l’auspicio è quello che finalmente si creino dei legami e dei punti di contatto tra queste numerose e diverse presenze della protezione civile sui social media per creare un rapporto di continuo scambio e di crescita. Ma soprattutto per far si che i social media si consacrino come canali affidabili e certi per i cittadini dove trovare informazioni in caso di emergenza. Non ci resta che aspettare i risultati di questa iniziativa per verificarlo, anche se certo non basterà.

 

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