Crowdmapping: cos’è e come può essere utile in emergenza (2)

Crowdmapping: cos’è e come può essere utile in emergenza (2)

Dopo il primo articolo interamente dedicato al crowdmapping cerchiamo di andare nello specifico sempre grazie all’aiuto di Paolo Cavaliere, esperto di emergency managment.


Che informazioni possono contenere le crowdmap?E come possono essere utilizzate?

Molteplici sono le informazioni che possono essere condivise e rese disponibili per il pubblico generale, come per chi lavora nel campo professionale. Si pensi ad HealthMap, la crowdmap per le emergenze sanitarie. Questa offre una mappa utilizzata per monitorare epidemie e informazioni sulla salute in tutto il mondo: la mappa, rappresenta i tipi di malattia e luoghi in cui si manifestano, il numero di casi, gli avvisi e gli avvertimenti di eventuali epidemie Lo strumento include anche informazioni sui sintomi della malattia, così come una serie di dati sulla salute degli animali e dell’ambiente. I dati vengono estratti da diverse fonti aperte, relazioni dei testimoni oculari, aggregatori di notizie on-line e validati rapporti ufficiali. Ben oltre l’utilizzo in campo emergenziale, le informazioni spaziano a 360gradi, toccando i campi di applicazione più disparati, in campo geologico, ambientale o culturale; dalla segnalazione di discariche abusive alla viabilità stradale, dalla segnalazione di eventi culturali alla mappatura dei P.d.I. (Punti di Interesse) di una città. Ci sono aspetti sulla veridicità delle informazioni che vengono raccolte che devono esser tenuti in considerazione: in primis la genuinità o l’ufficialità delle informazioni inviate. Le informazioni, prima di esser rese note e fruibili a tutti, vanno necessariamente verificate, tramite team di volontari che si dirigono sul posto e validano l’evento o la segnalazione oppure con l’aiuto volontari accreditati ad uno specifico programma di mapping, che si rendono disponibili a muoversi sul territorio per segnalare determinati fatti o eventi.

Che ruolo hanno i social network nel costruire la crowdmap? Nel caso di Twitter quanto diventa importante definire un hashtag per l’evento emergenziale che si verifica? I tweet devono essere necessariamente geolocalizzati?

Twitter attualmente è il miglior socialmedia per la divulgazione di messaggi brevi ed efficaci utilizzato dalla maggior parte delle organizzazioni nel campo dell’emergency management; inoltre essendo integrato perfettamente in Ushahidi, Twitter può essere utilizzato non solo come informazione testuale vera e propria, ma anche con un riferimento geografico e fotografico. Con la prima, la georeferenziazione del tweet si può determinare, con un certo margine di errore, dove si trova la persona che è testimone di un qualsivoglia evento. In più la funzione fotografica, che è a supporto dell’informazione, dà un contributo più rilevante. Naturalmente, per poter cercare le informazioni dobbiamo stabilire delle etichette. E qui che si fanno avanti gli hashtag. Non esiste una regola precisa per la creazione di un hashtag. Un buon hashtag, di facile individuazione, dovrebbe poter essere composto dal tipo di evento a cui ci si riferisce più il luogo dell’evento: per fare un esempio concreto l’hashtag #bostonbombing era il più utilizzato a seguito dell’attentato durante la maratona di Boston.
Tornando alla questione geolocalizzazione dei tweet, è fondamentale che i tweet possano essere geolocalizzati, in quanto esistono strumenti di geofencing (letteralmente un perimetro virtuale su una mappa geografica), come Geofeedia, che ci permettono di estrarre dalla rete determinati tweet, con determinati hashtags, in determinate coordinate geografiche: questo permette una più precisa localizzazione dell’origine del messaggio.

Cosa serve per realizzare una crowdmap? E’ necessario utilizzare il software Ushahidi o ci sono altri strumenti?

Attualmente il software più utilizzato è Ushahidi, che può essere scaricato liberamente dal sito dell’Organizzazione. I più esperti possono creare un server web (in locale o in remoto) e provare il software che si installa con pochi e semplici passi. Per i meno “geek” invece Ushahidi mette a disposizione un altro sistema, anzi a dir la verità un sito, Crowdmap, dove ogni utente si può registrare e avere un sito già pronto con Ushahidi pre-installato. Esistono poi altri sistemi, opensource e a pagamento, meno conosciuti. Oltre Ushahidi conosco LRA Crisis Tracker, un sito gestito da una ONG Americana, “Invisible Children”, dove vengono riportate tutte attività di rivolta di un partito africano, dove sono i bambini gli sfortunati protagonisti di violenze e sfruttamenti.
Io vivo con l’idea che alcune cose debbano essere aperte a tutti e condivise il più possibile; ecco perchè ritengo che Ushahidi sia il migliore attualmente disponibile, aperto e liberamente modificabile secondo le proprie necessità.

Paolo CavaliereMa chi è Paolo Cavaliere?
Laureato all’Università di Perugia in Coordinamento Attività di Protezione Civile, con Laurea Specialistica in Protezione e Difesa Civile.
Sottotenente del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, possiede la qualifica di Coordinatore Regionale delle Attività di Emergenza (III livello).
Appassionato di Disaster Science, Crisis Management, Social Media; buon conoscitore del sistema americano.

Lavoro? attualmente nessuno…ho un progetto, ma meglio tenerlo per me…già mi hanno rubato troppe volte le mie idee.

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