Twitter: quando una moda passeggera diventa reale concretezza!

Twitter: quando una moda passeggera diventa reale concretezza!

Mettiamo da parte le mode e parliamo di concretezza. Così possiamo brevemente riassumere il convegno “Twitter e comunicazione pubblica – La rivoluzione in 140 caratteri” che si è svolto ieri (giovedì 20 giugno) nel Salone delle Feste a Palazzo Bastogi. Per la prima volta a Firenze la Pubblica Amministrazione si è fermata a riflettere su Twitter, sulle potenzialità e soprattutto sulle opportunità che questo strumento offre per velocizzare, incrementare e migliorare la comunicazione pubblica a costo zero. Un convegno che ha dato voce alle persone che da dietro le quinte, quotidianamente, aggiornano gli account ufficiali e rispondono alle richieste dei cittadini senza limite di orario. Cosa è emerso? La maggior parte degli account nascono in maniera sperimentale, quasi di nascosto, per poi emergere e andare alla conquista di follower quando si è capito come sfruttarli al meglio. Mirko Corli responsabile dell’account @twitorino con cinque parole chiave ha sintetizzato la necessità che spinge un ente come il Comune di Torino a scegliere Twitter per avvicinarsi e riallacciare un rapporto diretto e a due vie con i cittadini:

  • diffondere
  • facilitare
  • contattare
  • intercettare
  • rispondere

Marieva Favoino, responsabile comunicazione del Comune di Desio, ci ricorda l’importanza di creare e diffondere una social media policy, sia interna che esterna, su come utilizzare questi strumenti, ma soprattutto affrontare l’adozione di Twitter anche nel Piano di Comunicazione indicando i pubblici di riferimento, le strategie e come i social nertwork debbano integrarsi con i canali tradizionali dell’ente!

Oltre ad informare i cittadini offrendo un servizio migliore, il secondo motivo per cui la Pa sbarca sui social network è quello relativo alla gestione delle emergenze! Abbiamo già trattato il caso #firenzeneve, ma questa è stata l’occasione per approfondire e capire meglio cosa è successo lo scorso 31 gennaio con l’allarme terremoto nel Comune di Castelnuovo di Garfagnana. Ripercorriamo brevemente i fatti. Il 31 gennaio 2013 l’amministrazione comunale riceve una comunicazione ufficiale da parte della Presidenza del Consiglio che indicava la possibilità di verificarsi una scossa di forte intensità con epicentro nel Comune di Castelnuovo di Garfagnana. Il Sindaco decide di procedere all’evacuazione attivando le procedure indicate nei piano di emergenza: la polizia municipale informa i cittadini con  i megafoni, il Sindaco firma le ordinanze, i volontari percorrono le vie del paese  e le strutture di accoglienza vengono allestite. A tutto questo (possiamo dire quando ormai la maggior parte della cittadinanza era informata) è seguito il tweet che ha generato caos, panico e polemiche, dovute soprattutto al fatto che i mass media ne hanno fatto un caso, tralasciano tutte le procedure che il Comune aveva attivato in precedenza.

Tweet - Comune Castelnuovo di Garfagnana

Un messaggio troppo superficiale e inadatto per una situazione del genere?Forse si,  forse no. Ormai non si può cancellare quello che è stato, ma si può prendere atto e andare avanti superando quello che è successo con una attenta pianificazione dell’uso di questi strumenti e soprattutto di come si debbano utilizzare in caso di emergenza, cosa scrivere e cosa non scrivere, quando dirlo e quando si deve aspettare a dare certe informazioni. In questa ottica futura l’Assessore del Comune di Castelnuovo Garfagnana Luca Biagioni, autore del tweet, ci racconta come si stanno muovendo per gestire le emergenze future:

Luca Biagioni - Assessore Comune di Castelnuovo di Garfagnana
Luca Biagioni – Assessore Comune di Castelnuovo di Garfagnana

Abbiamo deciso di istituire un gruppo di giovani che gestiranno i profili sui social network della protezione civile. Pur essendo nativi digitali, seguiranno un percorso di formazione, non tanto sull’uso e il funzionamento di questi strumenti, ma su come trattare le comunicazioni ufficiali che si troveranno ad inviare. E’  una bella responsabilità e un pò di timore è naturale, se pensiamo che io dopo quel tweet ho ricevuto chiamate da tutte le parti!

Si è mai pentito dell’invio di quel tweet?

Il nostro non era tweet casuale ma era ragionato, ci trovammo a un tavolo e ponderammo quello che scrivere, non era una cosa estemporanea. Naturalmente in quelle situazioni devi decidere in pochi minuti ma credo che abbiamo fatto bene, anzi abbiamo dato un segno per gli altri comuni che che utilizzavano i vecchi strumenti per raggiungere i cittadini!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *