Galanti: i social network si! Ma non dimentichiamoci del villaggio d’origine!

Galanti: i social network si! Ma non dimentichiamoci del villaggio d’origine!

Sabato 15 giugno è stata inaugurata la nuova sede della V.A.B. (Vigilanza Antincendi Boschivi) di Bagno a Ripoli (Fi). Un grande evento per tutti i volontari che, come ho potuto constatare di persona, sono una numerosa e affiatata famiglia. Era presente anche una cospicua rappresentanza istituzionale tra cui Elvezio Galanti, attualmente geologo, già direttore generale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, con il quale ho scambiate alcune interessanti riflessioni sull’uso dei social network per la comunicazione in emergenza.

Elvezio Galanti
Elvezio Galanti

Sui social network si ricrea il “cortile della comunicazione” dove le persone parlano tra di loro, ma in situazione di emergenza viene a mancare il terzo incomodo, cioè l’istituzione, che gestisca le miriadi di informazioni che circolano in rete. I social network hanno bisogno di un riferimento istituzionale che spieghi cosa sta avvenendo perchè altrimenti c’è il troppo pieno, si lascia il cittadino libero di interpretare e non è in grado di distinguere la risposta che l’istituzione diffonde. Le emergenze e le crisi non possono essere superate esclusivamente grazie alla cittadinanza attiva, ma è necessaria l’istituzione che coordini e dia le corrette informazioni su cosa si deve fare.

E se si apre un account istituzionale sui social network?

Questi possono essere una buona risorsa ma ogni profilo deve essere sempre aggiornatissimo e conosciuto, dedicando una persona alla loro gestione perchè ormai è un mestiere su cui bisogna investire!

I social network, per le loro caratteristiche, possono essere una risorsa per la comunicazione in emergenza?

Certo. Dobbiamo renderci conto che ormai ogni cittadino è diventato una vera e propria centralina periferica dell’evento, mai avremmo ricostruito lo tsunami del Sudest Asiatico se non ci fosse stata una persona con il suo cellulare. Da qui emerge una nuova richiesta di bisogni su cui la pubblica amministrazione deve essere d’esempio e se non riesce a stare al passo di questa domanda è chiaro che possono svilupparsi difficoltà e problemi. Io credo che, attualmente, con questa comunicazione sempre più globalizzata e grazie alla quale viaggiamo, pur stando fermi, nel villaggio globale, sia necessario ritornare al villaggio d’origine da cui siamo venuti, di riallacciarsi alla nostra comunità e alle nostre radici.

Andare avanti verso il futuro e le nuove tecnologie per offrire un servizio sempre migliore ed efficiente al cittadino, ma senza dimenticarci da dove proveniamo e i valori in cui crediamo! Per questo, come piccolo promemoria, ecco la fotogallery dell’inaugurazione della nuova sede della V.A.B. di Bagno a Ripoli.

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