Social Media Emergency Management: un’interessante infografica

Social Media Emergency Management: un’interessante infografica

I social media ricoprono un ruolo sempre più centrale nella gestione delle emergenze ed è ampiamente dimostrato da questa infografica realizzata dall‘Università di San Francisco e dall’American Red Cross.

social media emergency managment infograph
University of San Francisco Online Master of Public Administration

Il dato più interessante che emerge è che:

  • il 76% degli intervistati ha usato i social media per capire se persone a lui care fossero al sicuro dopo un disastro;
  • il 24% degli intervistati è stato effettivamente coinvolto in un disastro e ha usato i social media per far sapere ai propri cari che erano al sicuro;
  • un quinto dei sopravvissuti ha utilizzato social media, siti web o e-mail per contattare i soccorritori, invece che chiamare il 911.

Diventa così fondamentale non solo la presenza sui social media delle Istituzione e Organizzazioni che coordinano e gestiscono le emergenze, ma che i canali social siano monitorati, per esempio durante l’uragano Sandy, la FEMA (Federal Emergency Management Agency) ha twittato, “Le linee telefoniche possono essere congestionate durante/dopo #Sandy. Fate sapere ai vostri cari che siete OK con l’invio di un sms o aggiornate i social network.” Ed erano ben 23 persone dello staff della Croce Rossa che hanno seguito e monitorato i 2,5 milioni di messaggi relativi a Sandy sui social media, selezionandone 4.500 e inviando così l’aiuto a coloro che ne avevano bisogno. Un esempio nostrano di uso efficace dei social media è quello del Comune di Firenze con l’hashtag #firenzeneve.

2 thoughts on “Social Media Emergency Management: un’interessante infografica

  1. Molto interessante.
    In Italia e non solo bisognerebbe rendere l’accesso alla rete meno costoso e più semplice, incrementando per esempio i punti di accesso al wifi nelle città.
    Il costo per le amministrazioni sarebbe ampiamente ripagato in caso di emergenze alleggerendo il lavoro degli operatori e avendo la possibilità di fare interventi più mirati e quindi più sicuri.

    1. Condivido. Ma finchè non si arriverà al cambio di mentalità delle amministrazioni, a cui ci si appella da tempo, continueremo a parlare di cosa si potrebbe o si dovrebbe fare, studiando e invocando best practices invece di tradurle in quella che dovrebbe essere la “normalità”.

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